SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

La separazione delle carriere è una riforma necessaria per molteplici fattori. Primo fra tutti è l’appartenenza allo stesso Ordine di Giudici e Pubblici Ministeri, con la naturale conseguenza che gli stessi siano soggetti al controllo di un unico Organo, che decide tra l’altro anche degli avanzamenti di carriera degli stessi, condizionando altresì le reciproche aspettative rappresentative. A ciò si aggiunga che Giudici e Pubblici Minsteri partecipano ad un medesimo percorso di carriera, potendo peraltro passare da un ruolo all’altro anche all’interno dello stesso Circondario. Un profilo ancor più importante, che preoccupa – e non poco – anche il cittadino, è il rischio della mancanza di terzietà e imparzialità dell’organo giudicante rispetto all’oggetto del processo, al suo ruolo, e all’estraneità dello stesso rispetto alle due parti processuali. Il Giudice, non strutturalmente distinto rispetto al magistrato requirente, difficilmente potrebbe apparire garante della legalità del processo, e per forza maggiore la sua decisione perderebbe autorevolezza. In tal senso merita riprendere un estratto della proposta di legge costituzionale ad iniziativa popolare che delinea la problematica in oggetto: “il giudice, collega dell’accusatore, è tecnicamente inattendibile per come esercita la giurisdizione ed è politicamente non credibile per l’imputato e per la società”.